Dal 13 febbraio 2026, per molti operatori del settore rifiuti scatta l’obbligo di utilizzo del Formulario di Identificazione del Rifiuto (FIR) in formato digitale.
È una delle novità previste dal sistema RENTRI, il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti, introdotto per digitalizzare e rendere più efficiente il monitoraggio dei flussi di rifiuti in Italia.
L’obbligo riguarderà specifiche categorie di soggetti iscritti al RENTRI: produttori di rifiuti pericolosi, produttori di rifiuti non pericolosi da attività industriali e artigianali con più di dieci dipendenti, trasportatori professionali, impianti di trattamento, commercianti e intermediari anche senza detenzione, consorzi per il recupero e il riciclo, e delegati operanti per conto dei produttori. Per tutti loro il FIR dovrà essere emesso e gestito esclusivamente in modalità digitale, secondo le specifiche tecniche pubblicate sul sito del RENTRI.
Il FIR digitale è un documento informatico con validità legale, vidimato tramite un codice univoco generato dall’applicazione RENTRI. Può essere compilato attraverso i gestionali degli operatori, tramite i servizi gratuiti del RENTRI o utilizzando l’app dedicata disponibile anche su smartphone e tablet. Il documento deve essere firmato digitalmente e aggiornato in tre momenti: prima dell’inizio del trasporto, alla presa in carico da parte del destinatario, ed eventualmente durante fasi intermedie, come nel caso di trasbordi o passaggi tra più soggetti.
Per accompagnare il trasporto, è consentita sia la stampa cartacea del documento (utilizzando il modello previsto dal D.M. 4 aprile 2023, n. 59), sia l’esibizione in formato digitale su un dispositivo mobile. Sarà quindi fondamentale che trasportatori e destinatari siano pronti a operare in entrambi i formati, a seconda della scelta effettuata dal produttore. Quest’ultimo, infatti, determina il formato del FIR che dovrà essere mantenuto lungo tutta la filiera, coinvolgendo tutti gli attori successivi. Se il produttore è obbligato all’uso del FIR digitale, anche il trasporto e la destinazione finale dovranno gestire il documento nello stesso formato. Viceversa, se il produttore non è iscritto al RENTRI, l’intero processo resterà cartaceo.
Una volta completato il ciclo, il FIR digitale firmato da tutti i soggetti viene trasmesso al produttore dal destinatario attraverso il RENTRI, entro i termini di legge. Questa trasmissione consente di assolvere agli obblighi di tracciabilità previsti dall’articolo 188 del Decreto Legislativo 152/2006 e di verificare l’effettivo avvio a recupero o smaltimento dei rifiuti.
L’introduzione del FIR digitale rappresenta un cambiamento rilevante per tutto il comparto ambientale e impone alle aziende di adeguarsi con anticipo, dotandosi degli strumenti necessari e formando adeguatamente il personale.
Ing. Marco Baldaccini (studio.baldaccini@libero.it)




