Il nuovo sistema digitale DIWASS, progettato per la gestione delle spedizioni transfrontaliere di rifiuti nell’Unione Europea, è previsto in entrata in vigore il 21 maggio 2026.
Il 14 luglio 2025 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il Regolamento di esecuzione (UE) 2025/1290, che introduce il nuovo sistema informatico DIWASS per la gestione digitale delle spedizioni transfrontaliere di rifiuti.
Il provvedimento dà attuazione al Regolamento (UE) 2024/1157 e definisce i requisiti tecnici e organizzativi necessari per garantire l’interoperabilità tra il sistema centrale DIWASS, i software degli operatori e i sistemi delle autorità competenti in materia di rifiuti.
Cos’è DIWASS?
DIWASS (Digital Waste Shipment System) è la nuova piattaforma elettronica predisposta dalla Commissione Europea per semplificare e rendere più trasparente lo scambio di informazioni e documenti sulle spedizioni di rifiuti tra Stati membri, autorità nazionali e operatori economici.
Quando diventa obbligatorio?
Dal 21 maggio 2026, tutte le comunicazioni relative alle spedizioni transfrontaliere di rifiuti dovranno avvenire esclusivamente in formato digitale tramite DIWASS.
Quali sono le criticità?
Secondo le imprese, mancano ancora elementi fondamentali: dalle specifiche tecniche agli ambienti di test, fino a una formazione giudicata insufficiente. Per questo, tredici associazioni di categoria chiedono un periodo transitorio di un anno.
Il rilancio del mercato unico e della produttività industriale europea passa anche attraverso una maggiore circolarità delle risorse, come evidenziato nel Clean Industrial Deal. Tuttavia, questo percorso rischia di rallentare a causa delle complessità burocratiche. Nelle prossime settimane, infatti, potrebbe verificarsi un accumulo di pratiche legate alle spedizioni transfrontaliere di rifiuti, inclusi quelli destinati al riciclo. In questo contesto si inserisce il DIWASS, il sistema informatico che dovrebbe digitalizzare documenti, notifiche e autorizzazioni per la movimentazione dei rifiuti tra Stati membri. Un obiettivo ambizioso, la cui effettiva realizzazione resta però incerta.
La prima criticità riguarda le tempistiche. Le norme attuative sono state adottate solo a luglio 2025, mentre la documentazione tecnica per l’integrazione è stata resa disponibile solo da poche settimane. L’interfaccia utente non è ancora operativa e la preregistrazione degli operatori non è iniziata. È quanto evidenziato in una lettera inviata alla Commissaria europea Jessika Roswall da tredici associazioni industriali, tra cui organizzazioni del waste management e rappresentanti di importanti filiere produttive europee. Tutti concordano sulla necessità di rinviare l’avvio di almeno un anno per garantire una transizione ordinata.
Il DIWASS dovrebbe sostituire procedure oggi complesse e spesso cartacee con un sistema digitale unico per tutti gli Stati membri, ma restano numerose incognite. Secondo le associazioni, il rischio è un impatto sproporzionato su imprese e autorità, con rallentamenti nelle autorizzazioni e possibili sanzioni.
Tra le criticità principali c’è l’interoperabilità con i sistemi gestionali delle imprese e delle autorità: al momento mancano ambienti di test e supporto dedicato. Anche sul piano operativo il sistema non è pronto: la piattaforma è disponibile solo in versione demo e la formazione è demandata alle autorità nazionali, che in Italia si stanno muovendo in modo disomogeneo.
Per questo, le associazioni chiedono un periodo transitorio di un anno, durante il quale gli operatori non ancora conformi possano continuare a utilizzare modalità alternative di trasmissione dei documenti senza sanzioni. Il tema sarà discusso nel prossimo tavolo tecnico della Commissione europea, a meno di due mesi dalla data prevista per l’avvio.




