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Ambiente, si cambia marcia: pene più dure per i reati ambientali. Dal 9 agosto è scattata la linea dura sui rifiuti

ing. marco baldaccini
Con il Decreto Legge n. 116/2025, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 agosto, la gestione illecita dei rifiuti passa da semplice contravvenzione a delitto penale in molti casi. Non sarà più possibile sanare le irregolarità con l’oblazione o con le procedure semplificate previste dal Testo Unico Ambientale.

Diventa reato, punibile anche con la reclusione, non solo l’abbandono o l’invio illecito di rifiuti
pericolosi, ma anche l’uso di trasportatori o destinatari non autorizzati.

Il Decreto modifica profondamente la parte IV del TUA, il Codice Penale e il Decreto Legislativo
231/2001. Tra le novità più rilevanti: l’articolo 255 punisce con maggiore severità l’abbandono di rifiuti, prevedendo la sospensione della patente se l’illecito avviene tramite veicoli; vengono introdotti i nuovi reati di abbandono di rifiuti non pericolosi in casi particolari (art. 255 bis) e abbandono di rifiuti pericolosi (art. 255 ter), entrambi considerati delitti. L’articolo 256, relativo alla gestione illecita dei rifiuti, viene trasformato in delitto e prevede pene fino a cinque anni di carcere; il comma 2 viene abrogato, il 3 (discarica abusiva) è riscritto e diventa anch’esso un delitto. L’articolo 256 bis (combustione illecita) mantiene la sua natura di delitto ma con pene aggravate per allinearsi alle direttive europee.

Anche il trasporto di rifiuti pericolosi senza formulario (art. 258, comma 4) diventa reato penale.
L’articolo 259 viene riscritto e rinominato “spedizione illegale di rifiuti”, punito con la reclusione, mentre i nuovi articoli 259 bis e ter introducono aggravanti per le attività d’impresa e attenuanti per i reati colposi.

Il decreto non si limita alla normativa ambientale: modifica il Codice Penale aggravando le pene per il traffico illecito di rifiuti, estende l’arresto in flagranza differita ai reati ambientali, consente operazioni sotto copertura anche per i reati ex art. 256, comma 1, e rafforza la normativa antimafia.

Modifiche anche al D.lgs. 231/2001: l’articolo 6 del DL 116 rafforza le sanzioni interdittive per i reati ambientali e prevede l’interdizione definitiva in caso di gravi violazioni. Cambia anche il Codice della Strada, che ora punisce l’abbandono di rifiuti da veicoli in movimento o in sosta. I successivi articoli del decreto prevedono misure straordinarie per la bonifica della Terra dei Fuochi, l’utilizzo della Carta del suolo per i controlli ambientali e gli aiuti alle popolazioni colpite da calamità. Il provvedimento è già in vigore e potrebbe subire modifiche in sede di conversione in legge entro 60 giorni, ma il nuovo impianto normativo è già operativo.

Per imprese e responsabili ambientali, l’allerta è massima: le responsabilità penali sono aumentate, le sanzioni sono più pesanti, e i controlli potrebbero arrivare in qualunque momento.

Il messaggio è chiaro: la gestione dei rifiuti diventa una questione penale e non c’è più spazio per leggerezze.

 

ing. Marco Baldaccini (studio.baldaccini@libero.it)

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