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Stop alle autovetture M1 per il trasporto rifiuti: cosa cambia e come adeguarsi

ing. marco baldaccini in studio. copertina con logo studio baldaccini e logo prometeo

Arrivano aggiornamenti di rilievo per tutte le imprese iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali: con la circolare n. 1 del 26 marzo 2026, il Comitato Nazionale è intervenuto in modo definitivo su una questione che da tempo generava dubbi operativi, chiarendo che le autovetture appartenenti alla categoria internazionale M1 — ossia veicoli progettati principalmente per il trasporto di persone e dei loro bagagli — non possono essere utilizzate per il trasporto di rifiuti nell’ambito delle attività autorizzate; il chiarimento, richiesto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ribadisce quindi un principio tecnico preciso e introduce una linea interpretativa uniforme su tutto il territorio nazionale, superando prassi difformi adottate in passato da alcune imprese o sezioni territoriali.

La conseguenza più immediata della circolare è che, a partire dal 26 marzo 2026, non è più consentita l’iscrizione all’Albo di autovetture M1, anche nei casi in cui tali veicoli — ad esempio quelli con carrozzeria classificata “AF” — siano stati utilizzati per il trasporto occasionale di merci proprie: questa possibilità, infatti, non è ritenuta compatibile con la gestione dei rifiuti, che richiede mezzi strutturalmente e funzionalmente idonei a tale specifica attività.

Il provvedimento non si limita però a incidere sulle nuove iscrizioni, ma produce effetti diretti anche sui parchi veicolari già autorizzati, introducendo un calendario preciso per l’adeguamento: le Sezioni regionali e provinciali dell’Albo procederanno infatti alla cancellazione d’ufficio delle autovetture M1 a partire dal 4 gennaio 2027, mentre i relativi provvedimenti dovranno essere deliberati e notificati alle imprese entro il 29 gennaio 2027, lasciando quindi un arco temporale limitato per organizzare eventuali sostituzioni e adeguamenti operativi.

Particolare attenzione deve essere posta agli effetti indiretti di questa “pulizia” dei parchi mezzi: la rimozione delle autovetture M1 potrebbe infatti comportare il venir meno della dotazione minima di veicoli richiesta per il mantenimento dell’iscrizione nelle diverse categorie dell’Albo, come previsto dal D.M. 120/2014; in tali casi, le Sezioni regionali saranno obbligate ad avviare un procedimento disciplinare nei confronti dell’impresa, con possibili conseguenze che possono arrivare fino alla sospensione o alla cancellazione dell’iscrizione stessa.

Alla luce di queste novità, è quindi fondamentale che le imprese adottino un approccio proattivo: è consigliabile verificare tempestivamente la categoria dei veicoli attualmente iscritti, analizzare l’impatto della futura cancellazione sul rispetto dei requisiti minimi e pianificare per tempo la sostituzione delle autovetture M1 con mezzi idonei al trasporto di merci e rifiuti, così da garantire la continuità operativa e la piena conformità normativa; un’attenta pianificazione consentirà inoltre di evitare criticità amministrative, ritardi o interruzioni delle attività autorizzate.

ing. Marco Baldaccini 347.5066802

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